Godin: "Ho vinto una sfida con me stesso. Vi svelo il segreto del nostro gruppo"

GODIN: "HO VINTO UNA SFIDA CON ME STESSO. VI SVELO IL SEGRETO DEL NOSTRO GRUPPO"

Il difensore nerazzurro ai microfoni di Inter TV: "Abbiamo studiato lo Shakhtar, siamo dove vogliamo essere e questo gruppo sta crescendo"

DUSSELDORF - Si avvicina l'appuntamento con la semifinale di UEFA Europa League per l'Inter di Antonio Conte, che lunedì affronterà lo Shakhtar Donetsk nella sfida che assegnerà uno dei due pass per la finalissima della competizione: "Conosciamo bene la squadra di Luis Castro, abbiamo visto la partita contro il Basilea e abbiamo studiato tramite dei video - ha spiegato Diego Godin ai microfoni di Inter TV -. Loro amano tenere palla, si abbassano e ripartono, sfruttano molto le fasce. Hanno qualità e dovremo essere bravi noi a pressarli e trovare le giocate per fare male soprattutto con i nostri compagni che possono fare la differenza nell'uno contro uno".

"Siamo un bel gruppo e lo siamo sempre stati, abbiamo tanti bravi ragazzi e questa è la cosa principale per andare avanti: avere armonia in spogliatoio e calciatori di qualità - ha aggiunto il difensore uruguaiano -. Siamo contenti, siamo nella situazione in cui vogliamo essere: giochiamo una competizione importante e stiamo crescendo. Nella mia carriera con i compagni ho sempre cercato un buon feeling, cerco di stare bene con tutti e quella è sempre stata una mia caratteristica. Ho lavorato al massimo per tradurre sul campo le indicazioni del Mister, diverse da quello che hanno caratterizzato il mio percorso negli anni precedenti. Ho dovuto cambiare la testa e il fisico, non è stato facile ma ho capito la sua idea, come vuole portare avanti la squadra e penso di aver vinto quella sfida con me stesso. Adesso è più facile aiutare i compagni, essere leader in campo con le idee del Mister e anche fuori".

Il numero 2 nerazzurro spende poi parole di elogio per Lukaku e per i compagni del reparto offensivo: "Romelu è importantissimo per il nostro sistema, è cresciuto tanto, anche mentalmente. Gli attaccanti sono il vertice del nostro gioco. Tutto finisce lì, per tenere palla, per andare nello spazio. Se loro stanno bene e fanno quello che chiede il Mister è difficile difendersi per gli avversari".


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