INTER CALLING CON EMRE E OKAN

I due ex centrocampisti nerazzurri ospiti della puntata di oggi nel format di Inter TV

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Inter Calling con Emre e Okan
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Inter Calling con Emre e Okan
Inter Calling con Emre e Okan

MILANO – Sono Emre Belözoğlu e Okan Buruk a formare la coppia ospite nella puntata di oggi di Inter Calling, il format di Inter TV che racconta pezzi di storia del Club attraverso le testimonianze, gli aneddoti e le curiosità di chi ha indossato la maglia nerazzurra.

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Ad aprire la puntata, le emozioni dell’arrivo a Milano dopo la vittoria in Coppa UEFA con il Galatasaray, raccontate da Okan: I nostri successi in Europa ci hanno reso famosi, abbiamo vinto la Coppa UEFA nel 2000 e poi siamo arrivati ai quarti di finale di Champions League nel 2001 con il Galatasaray. Vista la sua età e il suo talento, Emre era uno dei giovani più ricercati e interessanti in Europa, l’Inter l’aveva notato e poi dopo ha iniziato ad interessarsi anche a me. È stato molto emozionante arrivare in una società come l’Inter che ha sempre avuto grandissimi calciatori”.

Indimenticabile l’esordio con la maglia nerazzurra: “La nostra prima partita è stata durante la prima giornata di campionato – ha raccontato Emre - siamo entrati entrambi dalla panchina. Naturalmente eravamo molto carichi ed entusiasti. La cosa più importante era vincere la prima gara della stagione e ci siamo riusciti, giocavamo contro il Perugia. Siamo entrati io e Okan sul 2-1 e alla fine abbiamo vinto per 4-1. Okan in particolare era un calciatore molto energico. Ho imparato molto da lui. Sentivamo di avere fatto la differenza in quella gara”.

Tanti i campioni che hanno vestito la maglia nerazzurra in quegli anni: “Se dovessi sceglierne uno, - ha esordito Emre - direi Il Fenomeno Ronaldo. Oltre a lui c’erano Zanetti, Vieri, Recoba, Seedorf. Abbiamo giocato con dei calciatori fortissimi, non mi piace individuare qualcuno in particolare ma questi sono i primi nomi che mi vengono in mente”.

Diversi i nomi citati da Okan: “Ovviamente c’erano dei grandissimi calciatori. C’era anche un giovanissimo Adriano che poi fatto grandissime cose nel calcio più avanti nella sua carriera, ovviamente Ronaldo era un vero fuoriclasse. Lui è stato il migliore della sua epoca. Quello che mi ha colpito di più nei miei tre anni al club, ed è un esempio che cito anche ora da allenatore, è stato Javier Zanetti. La sua presenza durante l’allenamento e le partite era eccezionale, dava sempre il massimo in tutto ciò che faceva. Nei miei tre anni, non è mai mancato ad un allenamento o una gara. Naturalmente talento e tecnica sono due cose molto importanti ma quando si parla di Zanetti voglio anche sottolineare la sua professionalità”.

Grazie alla loro dedizione e passione entrambi hanno guadagnato l’affetto dei tifosi nerazzurri:

“Sì, avevamo passione - ha ricordato Okan - non smettevamo mai di correre quando eravamo in campo, grazie al nostro approccio e al fatto che ci conoscevamo molto bene, abbiamo sempre applicato la strategia dei tempi al Galatasaray ovvero il pressing alto. Correvamo ovunque, pressavamo l’avversario e lottavamo sempre, dovevamo far valere il nostro dinamismo, forse per questo siamo stati così amati. Ogni tanto Cuper ci sgridava dalla panchina: “Ehi! Voi due dove state andando! Rimanete nella vostra posizione!”. Avevamo molta passione, mettevamo la squadra prima di tutto, correndo verso tutti con grande entusiasmo”.


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