Inter Calling con Javier Zanetti e Ivan Zamorano

INTER CALLING CON JAVIER ZANETTI E IVAN ZAMORANO

Una puntata nel ricordo di Gigi Simoni e della magica notte di Parigi del 6 maggio 1998

MILANO – I loro nomi oltre ad essere impressi nella storia nerazzurra sono nel tabellino di una finale indimenticabile che il 6 maggio 1998 ha permesso all’Inter di vincere la sua terza Coppa Uefa nella magica notte di Parigi. Javier Zanetti e Ivan Zamorano sono gli ospiti della puntata di oggi di Inter Calling, aperta nel ricordo di Gigi Simoni:

Per quel gruppo il mister è stato sempre disponibile, - ha ricordato Zanetti - io lo vedevo come un padre perché quando ti parlava ti dava sempre dei consigli giusti. Quello era un gruppo unito, proprio come una famiglia. Parlando della Coppa Uefa mi viene in mente quella finale di Parigi, non solo per la vittoria ma anche perché il mister ha fatto tanto per tutti noi, per poter vincere questo grande trofeo. Dentro tutti noi rimarrà sempre la sua figura, per la sua semplicità, perché era un gentiluomo e tutti lo ricorderemo come una persona di grandissimo cuore”.

Poi il ricordo di Zamorano:

“Lui ha costruito una famiglia, quell’Inter 97/98 che ha realizzato un sogno vincendo quella Coppa Uefa meravigliosa. Lui è stato non solo un grande allenatore ma anche un grande uomo e non era facile in una squadra con così tanti campioni. Lottavamo tutti insieme per i nostri obiettivi. Abbiamo un ricordo bellissimo di lui, ha fatto di tutto per costruire quella famiglia. Simoni mi ha fatto giocare le partite più importanti di quella Coppa Uefa, è stato un premio per me avere un tecnico come lui, che mi ha sempre spronato”.

Indimenticabile la serata e al Parco dei Principi e quei 3 gol nella finale tutta italiana contro la Lazio, come ha raccontato Zanetti:

“C’è stata la possibilità di fare quel gol dopo quello di Ivan, con il suo assist di testa, è stata la rete che ci ha dato un po’ di tranquillità perché di fronte c’era una grande Lazio, non era una gara semplice ma noi avevamo tanta fame, volevamo vincere a tutti i costi quella finale per riportare la Coppa Uefa a Milano e così è stato. Quella della finale era una squadra molto offensiva, già in quell’approccio si è visto che il mister voleva essere protagonista di quella partita, poi dietro c’erano tanti lottatori”.

Ad aprire la gara il gol di Zamorano, a chiuderla la strepitosa rete di Ronaldo:

“Quel gol con quei movimenti poteva farlo solo lui, Ronaldo. Faceva delle cose incredibili, per me è il migliore numero 9 al mondo e quel gol rappresenta tutto quello che è lui, velocità e magia. Ronaldo era un Fenomeno, io sono un lavoratore, quindi ci completavamo perché in una squadra ci sta sia un giocatore che abbia la magia, sia uno che lavori per la squadra. Io sentivo il calcio così, i tifosi mi ricordano ancora come un guerriero, poi ho la mia tecnica, soprattutto di testa però mi piace più essere ricordato come uno che ha sempre dato tutto in campo, che ha lottato su ogni pallone”.


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