Zanetti e Milito, la chat degli eroi del Triplete

ZANETTI E MILITO, LA CHAT DEGLI EROI DEL TRIPLETE

Esattamente 10 anni dopo la notte di Madrid i due argentini si sono dati appuntamento per una diretta imperdibile

MILANO – Quando Zanetti e Milito si incontrano nasce sempre qualcosa di speciale, soprattutto se quel giorno è oggi, decimo anniversario dalla conquista del Triplete, che abbiamo ripercorso con #Timeless2010, la campagna dell’Inter, powered by Pirelli.

In diretta dal profilo Instagram ufficiale del Club lo storico capitano del Triplete e il Principe hanno raccontato le tappe e le emozioni del percorso incredibile terminato con la conquista della Champions nella magica notte di Madrid, grazie alla doppietta di Milito: “Per me arrivare in una società come l’Inter era un sogno, arrivavo in una famiglia, per me l’Inter è questo e sono fiero di averne fatto parte. Oggi è una giornata speciale per tutti noi, avevamo un gruppo straordinario, a 10 anni di distanza è rimasto così e ci sentiamo ancora. Mi ricordo tutto perfettamente, è come se fosse ieri. Questi giorni sono impressi nella storia per quanto è stato difficile e importante questo traguardo”.

Il ricordo di Zanetti riparte dai minuti di recupero al Bernabeu, quando il sogno stava per realizzarsi: “Quando sei uscito dal campo e hai preso tutti gli applausi in quella notte, quando Julio Cesar ha preso la palla in mano mi sono venute le lacrime agli occhi e ho guardato Walter Samuel che mi ha detto “dai mancano ancora tre minuti”, ma sentivo già l’emozione per quello che avevamo fatto. Tutti i componenti, squadra, società e tifosi erano allineati per raggiungere questo traguardo. Eravamo un gruppo affiatato anche fuori dal campo. Oggi stanno facendo vedere tutte le nostre partite e io sento ancora le emozioni provate a Madrid”.

Tra le prove più dure le semifinali contro il Barcellona, per Milito due gare ancora più speciali perché giocate contro suo fratello Gabriel: “Dopo Barcellona abbiamo capito che quella coppa doveva essere nostra. Ricordo la partita d’andata, mio fratello era in panchina e mio papà al terzo gol, il mio, aveva esultato, poi gli ha chiesto scusa. Mi ricordo anche come abbiamo festeggiato dopo la partita tra Roma e Sampdoria, una delle gare più sofferte è stata proprio quella che non abbiamo neanche giocato. Sul treno dopo il pareggio di Firenze eravamo ko, ma tu hai incitato tutti, sempre positivo. Poi non potevamo più perdere e così è stato”.

Un tour de force ricordato così da Zanetti: “Nell’ultimo mese abbiamo giocato tutte partite da dentro-fuori, una pressione incredibile, oggi è la giornata di tutti i tifosi che ci hanno sempre accompagnato, ricordo che quando da Madrid mi avevano fatto vedere le immagini del Duomo volevo partire subito e andare ad abbracciarli tutti uno ad uno”.

E poi c’è la forza di un gruppo straordinario: “Io sapevo di arrivare in un gruppo di grandi campioni e che tutti voi avevate un sogno da raggiungere insieme – ha raccontato Milito - quello che poi abbiamo trovato nella coreografia al Bernabeu. I tifosi meritavano questi trionfi, ci hanno sempre spinto e non è stato facile, dalla partita di Kiev che ricordiamo sempre e Mourinho anche nella mentalità è stato fondamentale. Dopo la finale ero contento per tutti i tifosi e per Massimo Moratti perché meritavano questa gioia”.

Prima di chiudere il ricordo di Javier Zanetti per Gigi Simoni, nel giorno della sua scomparsa: “Prima di salutare volevo prendere un momento per ricordare Gigi Simoni che è stato anche il mio allenatore, per mandare un abbraccio alla sua famiglia e le mie condoglianze”.


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