“INTER CALLING” CON RICCARDO FERRI E MASSIMO PAGANIN

Una chiacchierata tra ricordi e aneddoti con i due ex nerazzurri che insieme hanno alzato la Coppa Uefa nel 1994

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“Inter Calling” con Riccardo Ferri e Massimo Paganin
“Inter Calling” con Riccardo Ferri e Massimo Paganin
“Inter Calling” con Riccardo Ferri e Massimo Paganin
“Inter Calling” con Riccardo Ferri e Massimo Paganin
“Inter Calling” con Riccardo Ferri e Massimo Paganin
“Inter Calling” con Riccardo Ferri e Massimo Paganin
“Inter Calling” con Riccardo Ferri e Massimo Paganin

MILANO – Parte oggi “Inter Calling” il nuovo format di Inter TV che ogni settimana ospiterà una coppia di Legend nerazzurre. Per tutti i tifosi sarà come entrare in una macchina del tempo e rivivere momenti importanti della storia del Club proprio attraverso le voci dei protagonisti in campo.

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Ospiti della puntata di oggi Riccardo Ferri e Massimo Paganin, che in nerazzurro si sono incrociati nella stagione 1993/94, terminata con la conquista della Coppa Uefa:

Paganin: “Nella stagione 93/94 abbiamo vinto la Coppa Uefa, quando sono arrivato il mio pensiero è stato “cosa ci faccio qui?”, c’erano giocatori veramente di spessore, Zenga, Bergomi, Ferri, era arrivato Bergkamp da poco. Per me quel momento insieme al gol segnato nel derby è uno dei più importanti, una Coppa vinta alla fine di un percorso difficile dopo aver eliminato squadre importanti. La grandezza di quella squadra è stata quella di fare gare importantissime in Coppa seppure in Campionato non stava andando bene”.

Ferri: “Ricordo che ci allenava Marini, lui voleva farmi giocare da titolare nella finale ma io sapevo che non ero al 100%, quindi gli dissi che era meglio di no, una decisione coraggiosa, presa per il bene della squadra, dell’Inter. Sono entrato dalla panchina e alla fine della partita mi ricordo che piansi, lì si è conclusa la mia storia all’Inter, fatta di 13 anni in Serie A e altri 5 nel Settore Giovanile, essermi tolto quella maglia non è stato facile. Tra i momenti più belli invece ricordo la vittoria dello Scudetto dei Record, quando abbiamo festeggiato lanciando in aria Trapattoni, è stato bellissimo”.

Le immagini del campo riviste negli anni diventano occasioni per rivivere emozioni importanti con uno sguardo diverso:

Ferri: “Le partite più importanti le ho tutte registrate e quando mi viene un po’ di nostalgia le rivedo. Sono molto critico con me stesso, mi dico che in certe occasioni avrei potuto anche fare meglio, però allo stesso momento mi rendo conto dell’importanza di certe situazioni, di certi traguardi che ai tempi ho vissuto in maniera frenetica, molto veloce”.

Paganin: “Anche io riguardo delle partite con un diverso spirito critico. Oggi la tecnologia in questo aiuta molto, c’è la possibilità di rivedersi, di studiare gli avversari, una volta l’altra squadra la studiavi nei primi minuti della gara, era diverso. Per il calciatore e lo sportivo è essenziale saper gestire le emozioni, quindi nei match importanti a volte la concentrazione è tale che ti estranei da tutto il resto”.

E se si potesse cambiare qualcosa, rigiocare qualche partita?

Ferri: “Tra le partite che vorrei rigiocare c’è quella in Champions contro il Malmoe perché probabilmente ci sono stati degli errori che potevamo evitare e avevamo le potenzialità per andare molto avanti. Spesso sogno di rivivere anche il periodo dei mondiali e rigiocherei la semifinale contro l’Argentina, c’era molta aspettativa nei nostri confronti, perché venivamo da un Europeo in cui eravamo arrivati in semifinale, avevamo una squadra tosta ma equilibrata e le emozioni che ho provato a Roma me le porterò per sempre, ricordo che negli allenamenti c’erano migliaia di persone a vederci”.

Paganin: “Per me la finale contro lo Schalke del 97: quella è la partita che avrei voluto rigiocare, con lo stadio pieno, avremmo meritato di vincere. Le cose che rimangono di più sono quelle che non sono andate bene credo, lasciano un segno ma ti fanno anche crescere come uomo e calciatore. Una partita di calcio è unica e irripetibile, ed è questo che crea le emozioni. Noi siamo stati fortunati a vivere certe emozioni e a far parte della storia di questo Club incredibile”.


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