22 anni fa la danza di Ronaldo sul fango gelato di Mosca

22 ANNI FA LA DANZA DI RONALDO SUL FANGO GELATO DI MOSCA

Il 14 aprile 1998 la doppietta del Fenomeno nella semifinale di Coppa Uefa contro lo Spartak

MILANO - Si può danzare sul fango? Sì. Si può pattinare tra gli avversari, come birilli, su un terreno di gioco ai limiti della praticabilità, misto di segatura, gelo e terra? Sì, se ti chiami Fenomeno. Il 14 aprile 1998 a Mosca faceva freddo, freddissimo. La neve era stata spalata a bordocampo ma il terreno di gioco dello stadio della Dinamo non aveva un solo filo d'erba: solo fango e segatura. E ci si giocava l'accesso alla finale di Coppa Uefa.

All'andata, a San Siro, l'Inter aveva battuto lo Spartak Mosca 2-1. E il ritorno era cominciato nel peggiore dei modi, con il gol di Tikhonov a dare la momentanea qualificazione ai padroni di casa. Una furia agonistica, quella della squadra allenata da Romantsev, gelata - è proprio il caso di dirlo - dal gol del pareggio al 44' del primo tempo di Ronaldo: un guizzo in area, un destro pieno di opportunismo dopo un rimpallo che valeva l'1-1.

No, non era sufficiente per stare al sicuro. E allora a 15' dal termine il Fenomeno si inventò uno dei suoi gol più leggendari. Tutta la sua tecnica e la sua potenza espresse su un campo dove era praticamente impossibile giocare a calcio: stop con dribbling a seguire, scatto, tocco per Zamorano, palla di ritorno e finta di corpo a saltare due difensori, altra finta per aggirare il portiere e palla depositata in rete. Con una facilità e naturalezza disarmanti. 

Un gol bellissimo e fondamentale, che portò l'Inter alla finale di Parigi dove il 6 maggio si sarebbe materializzata la terza Coppa Uefa della storia nerazzurra.

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Mosca, la danza di Ronaldo sul fango - Coppa Uefa 1997/1998

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